Pensionati all’estero: i 7 luoghi dove andare a vivere

Il numero dei pensionati che decidono di lasciare l’Italia e migrare all’estero è in costante aumento; basti pensare che nel 2014 si è verificato un aumento del 64% rispetto al 2013, e che nel quinquennio 2010-2015 sono stati oltre 6.000 i pensionati italiani che hanno deciso di fare le valige per un viaggio (quasi) senza ritorno.

Cosa spinge un anziano a lasciare le proprie abitudini e cimentarsi nell’avventura di imparare una nuova lingua, lasciare i propri cari e adattarsi a stili di vita spesso molto differenti da quelli italiani?

Certamente alla base ci sono ragioni di natura economica e fiscale; molte delle mete predilette offrono infatti regimi di tassazione più vantaggiosi rispetto a quelli del Bel Paese, che soprattutto dall’inizio della crisi economica sono stati capaci di attirare sempre più persone. A questa spiegazione dobbiamo però aggiungerne qualcun’altra. Risparmiare qualche centinaio d’euro a fronte della piccola grande rivoluzione che è il trasferimento all’estero potrebbe essere, da solo, un gioco che non vale la candela. Entrano allora in gioco i servizi del Paese di destinazione, la sanità, il clima talvolta, gli stimoli e le opportunità.

Alla luce di questi presupposti vediamo di capire quali sono i 7 migliori luoghi dove andare a vivere da pensionati e perché.

Portogallo

Forse a primo impatto non lo diremmo, ma il Portogallo è una delle mete privilegiate dai pensionati, non solo in scala europea ma mondiale.

Il Portogallo dal 2009 ha introdotto un nuovo regime fiscale (Codice Fiscale dell’Investimento) con cui ha delineato la figura del residente non abituale. I vantaggi di questo status sono presto detti: si tratta di uno sconto che consente un’esenzione dalle tasse per 10 anni. Il requisito è quello di non essere stato in precedenza tassato come residente fiscale in Portogallo nei 5 anni precedenti, e di soggiornare almeno per 183 giorni l’anno.

Questo paese ha inoltre un mercato immobiliare particolarmente conveniente, e il costo medio della vita è più basso che in Italia. I servizi alla persona, in particolar modo quelli sanitari, vantano alti standard qualitativi, e i livelli di criminalità oscillano in un range molto basso; la lingua, in quanto neolatina, può essere imparata con relativa facilità e infine usi e abitudini sono simili ai nostri. Ambientarsi risulta quindi più facile rispetto ad altre mete, senza considerare che non vi sono sostanziali differenze climatiche con le generose condizioni dello Stivale.

Canarie

L’arcipelago delle Canarie è da molti anni punto d’arrivo per tantissimi pensionati. Sole, mare, clima mite e quindi risparmio in abbigliamento e riscaldamento rendono queste splendide isole ideali per i pensionati con assegni modesti, che possono qui condurre uno stile di vita molto più che dignitoso.

Alla pensione italiana, infatti, non sono applicate le tasse comunali e regionali né l’Irpef, esenzione che fa aumentare il netto percepito di circa il 15%. L’Iva media è al 7%, più bassa per i generi alimentari e più alta per i beni di lusso, in tutti i casi nettamente inferiore a quella italiana. La spesa al supermercato costa anche il 30% in meno che in Italia, e le bollette di luce, acqua e gas hanno costi molto contenuti, sia per la su citata Iva sia anche perché molta energia viene prodotta tramite pannelli solari e sistemi eolici.

Sottolineiamo anche che le convenienze riguardano il tempo libero: alle Canarie un pensionato con un assegno inferiore ai 1.000 euro può permettersi cene fuori, concerti, attività sportive e percorsi a contatto con la natura. Molteplici sono attività e passatempi low cost che garantiscono all’anziano una seconda giovinezza vissuta a 360°.

 Spagna

Le stesse condizioni fiscali vantaggiose sono riscontrabili in Spagna. Basti pensare che qui una pensione da 1.5000€ viene tassata al 9,5%, mentre in Italia superiamo il 20%. Inoltre, lo stile di vita “all’italiana”, la facilità della lingua, il buon cibo e le caratteristiche di ospitalità degli spagnoli rendono questa meta praticamente una seconda casa.

E a proposito di case, anche qui gli immobili costano mediamente meno che da noi: negli ultimi 10 anni i prezzi sono crollati sino al 40% in meno che nel periodo pre-crisi. Certo, località molto inflazionate come Alicante non saranno molto economiche ma la Spagna offre un ampio ventaglio di cittadine meno battute e con un rapporto qualità/prezzo da non lasciarsi scappare.

La Spagna vive quindi una situazione ambivalente: in Catalogna e Castiglia, cuori pulsanti del Paese, il potere d’acquisto della pensione è inferiore rispetto al sud, zona in cui detto potere d’acquisto risulta triplicato.

Bulgaria

La comunità di pensionati italiani in Bulgaria è in continua crescita già da qualche anno. Soprattutto Varna, la Perla del Mar Nero, sembra essere il paradiso sognato dopo una dura vita di lavoro. Per capire meglio perché tanti italiani si fiondano in Bulgaria, e in particolare a Varna per il clima e l’affaccio marino, basta snocciolare qualche conto spiccio.

Un appartamento di 60 mq in centro costa non oltre i 200€ mensili; in periferia o fuori città si possono affittare deliziose villette a 150€. Le bollette costano meno della metà rispetto all’Italia, e i vantaggi ricoprono anche il settore dei trasporti: la benzina ha un prezzo di circa 1 euro al litro, e l’assicurazione della macchina non va oltre i 150€ annui. Se mediamente in Italia una coppia di pensionati spende 1.100€, in Bulgaria lo stesso stile di vita ne costerebbe meno di 500.

Infine, il sistema sanitario: si ha diritto all’assegnazione di medico di base gratuito, molti farmaci non rimborsati dalla sanità italiana costano meno della metà e i ticket sanitari non superano i 10€.

Romania

La terra di Dracula è sempre stata tra le preferite dei pensionati, anche per la relativa facilità di trasferimento; è facilmente raggiungibile con la macchina, e all’interno del Paese le autostrade costano solo 25€ l’anno. Occorre però sfatare qualche mito.

Il costo degli immobili, sia per le locazioni che per le compravendite, è più basso che in Italia, ma nelle grandi città e soprattutto nei quartieri centrali i prezzi stanno aumentando esponenzialmente. Sarebbero quindi da preferire cittadine rurali o zone periferiche. Anche la tassazione ammonta alla metà di quella Italiana, e il potere di acquisto della pensione italiana risulta quindi raddoppiato.  I generi di prima necessità ed elettronica di consumo hanno invece prezzi molto vicini a quelli italiani.

Adattarsi, nonostante usi e costumi spesso sostanzialmente diversi dai nostri, è più facile di quel che si pensa: sono tanti i romeni che parlano l’italiano, e anche il nostro attaccamento alla gastronomia italiana può essere soddisfatto da una cucina che presenta molti piatti simili ai nostri.

Tunisia

La Tunisia è il luogo ideale per chi desidera vivere in un posto esotico e caldo tutto l’anno. Una vita senza i frenetici ritmi occidentali ma a due passi da casa si configura come una delle scelte migliori, in special modo se si percepiscono assegni pensionistici bassi: in Tunisia si vive bene anche con 800€ al mese, cifra che in Italia costringe spesso a scegliere tra pagare una bolletta e far la spesa.

Le imposte sulla pensione ammontano, annualmente, alle trattenute mensili che si pagano in Italia. La punta di diamante del Paese, incantevole mare a parte, sono i prezzi degli affitti. Ville da oltre 300 mq sul mare con giardino, terrazze e piscina non supera i 600€; un appartamento più piccolo, magari per una coppia di pensionati, può essere facilmente trovato con 200€ al mese. Le bollette, infine, costano mediamente un quarto che nel nostro Paese.

Austria

Sempre più pensionati (ma anche lavoratori) optano per il trasferimento in Austria. Sembrerebbe una scelta bizzarra, ma in realtà la terra di Mozart e Strauss offre standard di vita elevati, e chi gode di una discreta pensione chiude un occhio sui costi della vista, che sono un po’ più alti che in Italia.

L’Austria si fa perdonare, insomma. Il sistema sanitario è tra i migliori al mondo, e la grande maggioranza dei medici specialisti ha convenzioni con la mutua, ma in generale sono tanti gli esami e gli interventi coperti dall’assicurazione sanitaria. Si tratta anche di uno dei Paesi più sicuri d’Europa, con un bassissimo tasso di criminalità, aspetto che se si è alla ricerca di una vita serena non è certo da sottovalutare.

Abbiamo parlato all’inizio di costi, ma vogliamo dare un suggerimento: la regione della Carinzia è più economica delle altre, soprattutto in materia di locazioni, riscaldamento ed energia elettrica, spese che spesso sono anche inferiori se confrontate alle corrispettive in Italia.

In conclusione

La scelta del luogo ideale in cui vivere e riorganizzare la proprio vita non è facile, ma spesso consente un tenore di vita più elevato e la possibilità di accedere a svaghi, servizi, opportunità, nuove conoscenze che difficilmente si avrebbero in Italia: un pizzico di coraggio può davvero regalare una seconda vita.