Prescrizione Contributi INPS, 5 o 10 anni?

I contributi INPS, in Italia, sono un versamento obbligatorio che ogni datore di lavoro deve fare all’ente pensionistico per il suo lavoratore dipendente, o che ogni autonomo deve fare per sé. Anche se si rimanda sempre un po’ di più l’età della pensione – in virtù dell’incremento delle aspettative di vita – e anche se ci sono delle opportunità per andare in pensione in via anticipata, uno dei problemi più gravi cui l’INPS e il Governo devono far fronte è il mancato pagamento dei contributi INPS. Legato ad esso, scatta il concetto di prescrizione dei debiti erariali e contributivi, e c’è il dubbio se esso sia di 5 o 10 anni.

La legge parla chiaro: per quanto riguarda i debiti con l’INPS, la norma che regola la prescrizione è la n. 335/1995, che conferma la prescrizione in 5 anni qualora non venga emessa e notificata la cartella esattoriale. Ci sono, invece, dei dubbi sulle tempistiche di decadenza del debito dopo la notifica della cartella.

Cosa dice la legge sulla prescrizione dei contributi non versati

In questo caso si erano espressi le Sezioni Unite della Corte di Cassazione tramite la sentenza n. 6173 del 7 marzo 2008, confermando che la prescrizione dei contributi INPS è comunque di 5 anni.

Entrando un attimo nel “legalese”, la legge conferma che la Suprema Corte ha confermato che “l’ingiunzione fiscale, poiché è potere di auto accertamento delle P.A. (le Pubbliche Amministrazioni), è di per sé un atto amministrativo, senza però efficacia di giudicato: per questo motivo la decorrenza del termine non produce alcun effetto di ordine processuale, ma solo l’effetto di irretrattabilità del credito. Inoltre, la ratio di questa perentorietà è giustificata dal fatto di non lasciare esposto, il contribuente, in maniera indefinita, all’azione esecutiva del Fisco”.

A conferma di questa tesi è andato, in seguito, anche il Consiglio di Stato, che in fase di un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, ha affermato che per i crediti tributari, ovvero quelli legati alle imposte, e che sono iscritti a ruolo, si applica la prescrizione quinquennale dei contributi non versati che è prevista dall’art. 2948 cc. . I cinque anni decorrono, ovvero sono calcolati, dal momento in cui il debito diventa liquido ed esigibile.

Altra conferma è arrivata, lo scorso anno, dal tribunale di Venezia, che ha accolto il ricorso di un contribuente che aveva richiesto l’annullamento di tutti i debiti per prescrizione quinquennale, in considerazione del fatto che egli aveva ricevuto le cartelle nel 2005 e le intimazioni solo dopo 9 anni dalla prima notifica.

Prescrizione contributi INPS, quando si ha?

In questo articolo abbiamo affrontato anche un po’ di “legalese”, che tuttavia è molto chiaro e diverse sentenze lo confermano: la prescrizione dei contributi INPS si ha indubbiamente dopo 5 anni.

Quali categorie di lavoratori possono avere la prescrizione dai contributi?

Considerando quanto detto prima, la prescrizione dei contributi vale dunque per i commercianti, per gli iscritti alla gestione separata

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